Si comincia!

Non so se sotto l'influsso del film "Julie & Julia", ho deciso che l'idea che da tempo marinava nella mia testa - quella di avere un blog - forse non era proprio una scemenza.
Il pensiero continuo mi segue ormai da una settimana, ma perché mi risolvessi ad agire c'è voluta una giornata da dimenticare. Almeno per ora...
Uno di quei giorni da cancellare, così. In cui le critiche implicite non hanno nemmeno il lato positivo di essere costruttive. Quei giorni in cui la frase "Mi è crollato il mondo addosso" ha il consolante sapore di un dolce eufemismo.
Non c'è bisogno di descrivere i fatti, men che meno le sensazioni che, essendo esse soggettive, sono condivisibili solo se accennate.
Mentre, con il pianto prepotentemente in gola, salivo al quarto piano in ascensore, ho cercato una soluzione a questo male. A quel bruciore sotto lo sterno che fa soffocare.
Pensa, pensa, pensa... Forse l'ho trovata nell'autismo.
Vengo e mi spiego: non intendo l'autismo come forma patologica da autoindurre. Parlo piuttosto di un autismo di convenienza, o meglio, d'inconvenienza. Nel momento in cui il gioco si fa duro, che i giocatori corrano ai ripari!
Ogni dubbio che ci attanaglia, ogni sfogo di cui abbiamo bisogno, ogni idea controversa, ogni folle sogno deve trovare spazio dentro di noi.
Se poi, fuori, l'audience fosse disponibile e clemente tanto meglio. Ma in mancanza di qualcuno, meglio noi stessi che nessuno.
Direte voi che sono l'incredula scopritrice dell'acqua calda. Però avere chiaro tutto ciò con davanti un muro grigio...
Serve una forte concentrazione, una grande determinazione.
Crogiolarsi nel dolore è lecito, spesso terapeutico, ma bisogna sempre avere gli strumenti per uscirne!

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