Lui & Lei

Com’è strano e confortante rivedersi negli occhi delle altre donne.
Com’è bello capire che alla fine, più o meno, gli alti e bassi di un rapporto sono equivalenti per tutte le coppie.
Non che ce ne manchino occasionali conferme, ma con noi femmine tutto ciò che avvalori la tesi di una vita felice - in discesa, tutto sommato - sfuma non appena l’esempio si consuma.
Perciò ogni volta restiamo incredule di fronte alle manifestazioni delle nostre amiche durante i crolli psico-fisici mensili (da attribuire a ormoni ballerini), o dopo reiterate provocazioni da parte dei loro compagni (queste da attribuire all’universo maschile!).
Come se a noi non fosse mai successo di avere reazioni palesemente esagerate rispetto alle azioni dei nostri partner ignari, o di piangere sentendoci colpevoli nel pulire un cesto di insalata.
Con questo non voglio dire che i maschi non ci mettano del loro per farci perdere le staffe. Questo fatto che cadano costantemente dal pero è sopportabile venticinque giorni al mese.
Gli altri cinque giorni, no.
Non puoi non sapere dove sono le posate in casa tua!
“Amore? Prova nel primo cassetto!”
Nooo, davvero? Ogni donna sa che, in qualunque cucina dell’orbe terracqueo presieduta da almeno una donna, le posate saranno nel primo cassetto.
E’ un dogma. Un concetto primitivo. Una legge non scritta che farà gravitare ogni donna attorno a quel cassetto, il giorno in cui la suocera - per la prima volta -  le chiederà di apparecchiare!
E questo vale per altre mille cose, ma l’elenco sarebbe troppo, troppo lungo…
Non oso citare la tavoletta del water, perché sarebbe come sparare sulla croce rossa! D’altra parte, se non ce la fanno… Basta che ci ricordiamo di farlo noi, per non poggiare le chiappine sulla gelida ceramica!
Ma la cosa veramente fantastica è l’egoismo dell’uomo italiano (sugli altri non azzardo certezze! ….magari ragionevoli dubbi…).
Mentre tu sai esattamente dove si trova ogni oggetto custodito nella vostra casa, rifai il letto ogni mattina, pulisci la stufa, scarichi il pellet, fai lavatrici, lavi ogni piatto a mano (non per fanatismo, ma perché non hai una lavastoviglie!), spazzi, aspiri, spesso cucini, trapani muri, vernici cancelli, pieghi vestiti, stiri camicie, mantieni vive (oltre alle piante) le pubbliche relazioni e porti avanti l’università, il tuo boy, con la solennità di un pope, ti chiede perché la cassetta della posta la deve svuotare sempre lui!

Una risposta giusta, come sempre in questi casi, non c’è. Provi a tentare una mediazione con la tavoletta del wc (vedi il compromesso del post precedente). Non attacca…
Ma poi pensi a quanto la tua vita sia più organizzata da quando c’è lui.
A quanto, alla fin fine, la sua capacità di amministratore (per quanto poco sfruttata, ancora) minimizzi il tuo stress per le scadenze. A quanto sia più facile, adesso che c’è lui, sforzarsi perché tutto vada secondo i piani.
E, soprattutto, a quanto gli sei grata perché grazie a lui, dopo due anni di attesa, ti ricorderai di prendere appuntamento col dermatologo!
Ti amo.

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