Prospettive accidentate...

Secondo voi è possibile vivere serenamente al giorno d'oggi?
Al momento per me è impossibile!
Sarà che sono una che organizza, sogna, progetta e si fa film a lunghiiiissima scadenza.
Al momento mi manca il materiale.
Mi trovo in piedi sulle fondamenta friabili di una casa di legno bruciata. Vorrei fare un passo, o addirittura azzardare un salto, ma il pensiero che tutto venga giù, collassandomi addosso, mi frena.
Le scelte possibili sono tante: allora... vediamo... mi giro e rasentando il muro mi avvio verso l'uscita; oppure potrei piegare le ginocchia, darmi un'ardita spinta, e con un colpo di reni a mezz'aria sarei fuor di finestra; e se strisciassi sulla cenere, piatta come una sogliola, in modo da distribuire il mio peso in maniera uniforme su ciò che resta di quello che avevo?
La metafora può non apparire chiara, ma lo è!
La casa è una laurea triennale in lingue; il passo rasente, forse, un master di traduzione a Roma; il triplo carpiato, un sogno americano; in veste di verme mi accontenterò di ciò che trovo...
Vedete, adesso è chiaro anche per voi. Non è tanto l'arrivo ad essere scoraggiante (poiché, di fatto, ancora utopico!) ma il punto di partenza. Sento la mancanza di una base solida, di una pedana di cemento da cui tuffarmi nelle acque ribollenti del futuro.
Ma io faccio troppi sogni. Proietto troppo, e invece vorrei piroettare...
Chissà, forse finirò per arrendermi e, mentendo a me stessa, mi dirò che - in fondo - le rovine del passato sono un buon posto dove nascondersi, per non rischiare la vita.

Ma, per adesso, preferisco continuare a sognare!

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