Every year springtime comes

È arrivato anche Febbraio in questo inverno che, per la prima volta, sembra fuggire da me portandosi via qualcosa. O forse sarebbe più giusto dire "serbando qualcosa" che sembrerei costretta a lasciarmi alle spalle per sempre. La prima volta nella mia vita in cui non sono lieta che l'inverno finisca, che il freddo ceda il passo, che le giornate si allunghino. La luce divorerà lentamente lo spazio delle tenebre mettendomi di fronte ad uno specchio. Non potrò più nascondermi me stessa riparando nel buio. Non più il sollievo di un tramonto precoce e di una lunga notte a cullarmi. Il conforto dei sogni infiniti che popolano l'oscurità. Le tenebre mimetiche dell'anima messe a nudo dall'occhio di bue del sole di maggio. Come nascondersi, ora? Troverò rifugio dentro di me e troverò lì tutto ciò cui dovrò rinunciare, fuori. Alzerò la testa e conterò le ombre sperando nel sole clemente e ortogonale di un mezzogiorno della coscienza, che le cancellerà da me. Tutte, tranne una. L'ombra più cara. La più bella. Quella che frammenta il cuore in caleidoscopici scintillii che incantano. L'ombra che mi rimboccherà le coperte la sera e che bacerà i miei occhi ancora chiusi la mattina. L'ombra che mi seguirà paziente e che determinerà ogni mio gesto, parola e pensiero. Perché ciò che non si vede non necessariamente non esiste.

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